Il Contratto di fiume Crati

Client: Province of Cosenza

Project: Concept, Layout, Cover book

Publisher: Falco Editore


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Committente: Provincia di Cosenza

Progetto: Concept, Progetto grafico, copertina e impaginazione per Falco Editore


(Foto in copertina di Riccardo Talarico)

Sinossi

Questo lavoro è un manuale tecnico-operativo che partendo dall’esperienza della costruzione del Contratto di Fiume Crati, propone un metodo di lavoro sinergico e trasversale per una visione condivisa e partecipata del bacino idrografico nella quale i rischi ambientali possono diventare motivo per incidere sui processi decisionali. La peculiarità di questo volume, in un’epoca di profondi cambiamenti che riguardano la riorganizzazione amministrativa dei territori con il ridimensionamento dei soggetti che hanno svolto funzioni di pianificazione, attuazione e gestione del suolo e dei territori fluviali, parimenti al cambiamento quanto alle modalità di pianificazione di bacino, con l’organizzazione in grandi distretti idrografici, è quella di voler progettare il Contratto di Fiume anche come sperimentazione istituzionale e non solo tecnica. Il presente Dossier Conoscitivo delinea il Contratto di Fiume come strumento di mediazione e concertazione, indagando opportunità e fragilità del territorio per proporre la messa a sistema di azioni locali e partecipate finalizzate alla gestione di un più ampio “Progetto dell’Acqua” con scenari di convivenza proattiva che contemperino interessi contrapposti a partire da quelli antropici troppo spesso in antitesi con quelli naturali e dell’ambiente. Tale prospettiva implica un approccio che è giocoforza interdisciplinare e comporta una profonda rivalutazione dei temi della cittadinanza attiva e della democrazia locale secondo le nuove tendenze di governance territoriale che vanno nel senso della sussidiarietà orizzontale e del partenariato sociale. Si affronta il tema del governo della risorsa Fiume rilanciando i Contratti di Fiume come una nuova forma di Partenariato Pubblico Privato (PPP), proiettato oltre i modelli a suo tempo tracciati dalla Legge n. 662/96 nell’ambito delle politiche locali volontarie e contrattualizzate, per un ripensamento del rapporto tra ‘pubblico e privato’ che di fatto, a seguito delle trasformazioni territoriali in atto, sta già modificando i propri paradigmi giuridici per realizzare progetti comuni con vantaggi reciproci, sfruttando tutto il proprio potenziale per il conseguimento di obiettivi che sono collettivi ed anche sociali e garantendo per tale via una migliore qualità dei servizi prestati.